Grazie Fabio,

per darmi la possibilità di gridare ed esprimere tutto ciò che ho dentro senza farmi male ma con l'augurio che posso salvare qualcuno dalle grinfie dalla mafia dei camici bianchi.

Mio figlio di anni 24, nel 2002 dopo una lunga attesa per raggiungere l'età adulta ha deciso di sottoporsi all'intervento laser.

Come genitori ci siamo informati quale era la struttura più idonea per l'intervento, consigliati da un parente di un amico comune, ci suggeriva che proprio in Calabria veniva adoperato un laser dell'ultima generazione e che il Professore dove Lui stesso si era sottoposto all'intervento era molto bravo.

Abbiamo portato ns. figlio nel suo studio privato e dopo una lunga visita per stabilire se poteva essere sottoposta ad intervento laser, con pagamento di € 520,00, ci ha informati che era tutto OK e ci fissava l'appuntamento nella struttura pubblica per l'intervento.

Mia moglie suggeriva al Professore che ci aveva informato che l'intervento lo facevano contemporaneamente ad entrambi gli occhi, di fare prima uno e successivamente l'altro, ma la dolcezza nell'esprimere le loro perplessità e la semplicità e la sicurezza dell'intervento non potevano concordare con le problematiche di mia moglie.

Fatto l'intervento ad entrambi gli occhi, assieme a tante altre persone venute anche dalla Basilicata, il post operazione è avvenuto secondo quanto comunicatoci in precedenza, ma col passare del tempo e dopo varie sofferenze di mio figlio e numerosi controlli sia allo studio privato a pagamento e in Ospedale senza ricetta medica, ci veniva comunicato che erano sorte delle complicanze dovute ad un infezione e ci chiedeva se mio figlio aveva frequentato ambienti polverosi, ma mio figlio ha risposto subito che come poteva uscire di casa in quello stato e che quindi non era stata la polvere.

Il Professore ci comunicava che il problema di mio figlio era un caso su mille e che per risolvere il problema avrebbe consultato un suo collega. Nell'ultima visita fatta in Ospedale un medico disse a mia moglie e a mio figlio che il collirio che prescriveva doveva essere usato alle ore 20 per tutta la vita. Solo in quel momento abbiamo intuito la gravità e quindi ci siamo recati da un Professore di Siena che verbalmente ci comunicava che in questi casi si poteva fare causa per il risarcimento dei danni, perché il Professore del sud per curare a lungo con del cortisone l'infezione aveva provocato dei danni al nervo ottico e poiché Lui non era interessato a fare la perizia ci dava il nominativo di un perito legale di Firenze che accennato il caso si era interessato a chiederci la documentazione medica e una visita oculistica presso di Lui, in Ospedale senza dover pagare, cioè in incognito.
Ma dopo un lungo tempo e numerose telefonate per sapere se in base alla documentazione poteva fare la perizia da consegnare al ns. legale, il perito mi comunicava di non chiamarlo più per sapere notizie perché quando era pronto sarebbe stato Lui a informarmi, aspetto che sono anni.

Ho chiesto aiuto al Codacons e loro mi hanno detto che potevano agire solo dietro una perizia medico legale, ma anche con i nomi da loro suggeriti di cui uno di Roma ed un altro nella stessa città e collega del Professore di Siena, non hanno dato i loro frutti.

Ho capito che sto facendo la battaglia contro i mulini a vento e che dietro a tutto questo c'è un accordo tacito di non aggressione.

Quindi mio figlio è vero che ha cambiato la sua vita ma non in meglio come promesso ma con difficoltà di vita, condizionata dal collirio a pagamento di € 11,80 di 20 dosi giornaliere Dropstar ogni 3 ore e Xalatan alle ore 10, gli amici li ha persi perché non possono seguire uno che viene condizionati da orari e non può fare tante altre cose soprattutto vivere il quotidiano, visto che da Noi non c'è nessuna possibilità di lavoro se non sei legato ad amicizie.

Quello che mi fa paura e per lo stato psicologico e spero che possa continuare a restare stabile nel tempo, perché vivere in queste condizioni non è vita facile, e l'unico aiuto che possiamo dare e solo quello dell'amore dei genitori verso il figlio sofferente e chi ha fatto il danno continua a guidare la struttura pubblica vendendo ai suoi clienti non pazienti solo menzogne, perché molti sono i casi che gli interventi vanno a buon fine, ma se nasce un problema sono cavoli tuoi.

Spero che se anche mi sono dilungato possa servire agli altri per pensarci bene prima di fare l'intervento.

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