Ciao il mio nome è Anna M.,
ho 29 anni e sono una Psicologa di Palma di Montechiaro (AG). Ho avuto dal 10\07\2001 ad oggi tre interventi di microchirurgia oculare del tipo PRK, per la correzione della miopia di circa -6 diottrie e dell'astigmatismo in entrambi gli occhi, l'intervento è stato effettuato in ospedale tramite mutua da un noto “Professore” del Policlinico di Messina presso l'Istituto di Oftalmologia . il Prof. mi assicurò che l'operazione sarebbe stata semplicissima e non avrebbe comportato alcun rischio.
Mi fu consegnato il consenso informativo e lo firmai, tale consenso riportava le seguenti parole rispetto alle possibili complicazioni: “…..Come effetto secondario al trattamento laser, in rari casi, possono insorgere, dopo 30-40 giorni, lievi opacità transitorie della cornea nell'ambito del processo di cicatrizzazione, che possono determinare iniziali riduzioni dell'efficienza visiva e regredire generalmente in un arco di circa 6 mesi. In taluni casi possono residuare astigmatismi irregolari, altro fastidio talvolta riferito è rappresentato dalla possibile presenza di aloni visivi periferici e difficoltà nella visione notturna. Questo periodo può creare nel paziente una certa momentanea e ingiustificata disillusione. ………ipocorrezioni e ipercorrezioni possono essere ritrattate ed eliminate… anche i gravi decentramenti della PRK, possono essere ritrattati e regolarizzati……”
Mi sottoposi all'intervento di Cheratectomia Fotorefrattiva con Laser ad Eccimeri (PRK) il 10\07\2001 (occhio destro) e il 17\07\2001 (occhio sinistro), in anestesia locale. Ma durante la fase di cicatrizzazione, nell'occhio destro si era creata un'escrescenza bianca e rilevata, davanti la pupilla, naturalmente vedevo malissimo, il prof. mi disse che erano cellule epiteliali cresciute disordinatamente, questo disse, per lui era il primo caso dopo anni di carriera, non aveva mai visto nulla di simile e non sapeva di cosa si trattasse ne quale fosse stata la causa di tutto ciò, aggiunse inoltre che il deficit visivo sarebbe scomparso non appena avesse tolto quell'escrescenza bianca davanti la pupilla, a cui lui non ha mai dato un nome, ma che si chiama HAZE, così a due settimane dall'intervento tolse meccanicamente con un ago di una siringa piccolissima, questa “COSA BIANCA” , ma l'opacità rimase e dovetti subire un secondo intervento all'occhio destro il 29\10\2003, sempre nella medesima struttura di Messina con la mutua, per eliminare a suo dire (del professore) la momentanea opacità, io dissi subito, alla fine dell'intervento, che non era cambiato niente nella mia visione, ma lui obiettò immediatamente dicendo che era troppo presto per dirlo, sta di fatto che siamo nel 2006 ed io l'occhio destro non posso più utilizzarlo, a questo aggiungo che tutti gli oculisti che ho consultato in seguito a questo intervento andato a male sono del parere che è meglio non ritrattare più l'occhio in quanto la situazione potrebbe degenerare e necessitare, dunque, di un trapianto, d'urgenza, alla cornea.
Anche nell'occhio sinistro, che considero “buono”, visto il risultato ottenuto nell'occhio destro, sono apparse le miodesopsie (le cosiddette “mosche volanti”) che riducono ulteriormente la mia qualità visiva. Oggi dopo aver consultato diversi oculisti, tutti con il medesimo responso, dovendo convivere con questo mio deficit, chiedo tutta la documentazione relativa al mio intervento effettuato in una “STRUTTURA PUBBLICA” con pagamento di Ticket etc.., per avere riconosciuto il danno anche da altri medici che mi seguono, dal momento che quel “Professore” si è comportato da vero “CAFONE”, accusandomi di non esserci andata spesso, quando invece, io ci andavo ogni settimana pure con il pancione al sesto mese di gravidanza, preciso che per arrivare dal mio paese a Messina ci vogliono quasi 4 ore di viaggio, aggiungo inoltre che questo professore si è permesso di “sperimentare” sul mio occhio il collirio all'autosiero per un migliore risultato, a suo dire, facendomi assumere vitamina A e colliri al cortisone anche in gravidanza (ringraziando Dio i miei figli sono sanissimi).
Oggi la cartella non si trova e in ospedale sembra non ci sia traccia dei tre interventi da me subiti e quindi ho deciso di affidare tutto ad un legale per avere riconosciuti quelli che sono i miei diritti.
Spero che, questa mia testimonianza possa essere utile a chi sta già attraversando o a chi li ha già attraversati questi problemi, e a chi conosce persone che con il mio stesso ingenuo entusiasmo vogliano sottoporsi a questo intervento, affinché si rendano consapevoli dei rischi a cui vanno incontro.